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QUANDO LA MASTURBAZIONE DIVENTA DIVINITA’
Per chi volesse addentrarsi nella conoscenza del variegato “carnevale” delle divinità che popolavano il monte Olimpo nella mitologia greca, può risultare interessante l’approfondimento del misterioso Pan, ufficialmente riconosciuto come figlio del Dio Ermes e della ninfa Driope, ufficiosamente prodotto delle numerose relazioni extraconiugali di Penelope, ben poco fedele moglie dell’altrettanto libertino Ulisse…
Il suo nome paein, letteralmente tradotto con “pascolare”, è riconducibile alla sua natura; viene infatti raffigurato con possenti zampe e corna caprine, mentre il busto è umano con un volto barbuto dall’espressione ferigna.
Questa divinità identifica al meglio il mondo lussurioso e concupiscente dell’antica Grecia, ma sopravvive nell’iconografia cristiana assumendo l’emblematica figura del Diavolo…
Pan rappresenta anche il corrispettivo del personaggio biblico Onan, da cui deriva il termina onanismo( senza che vi scomodiate a prendere il vocabolario significa masturbaziane…).
Divinità dalle connotazioni sessuali marcate, impiegava il suo tempo nella ricerca bramosa del piacere erotico, che consumava sia con uomini che con donne, privilegiando però le ninfe, oggetto proibito delle sue perversioni che si traducevano però, in caso di un loro rifiuto, in atti osceni e onanistici. Proprio per queste caratteristiche, recentemente è stato definito dallo psicologo americano James Hillman l’inventore della sessualità non procreativa.
Quindi d’ora in poi, quando deciderete di rendere onore a Pan, non rinchiudetevi nella vostra camera da letto tremebondi e timorosi di essere scoperti, ma spalancate porte e finestre forti della consapevolezza che dall’alto c’è qualcuno che approva e vi sostiene…
Massimo Ruscio

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